giovedì 26 maggio 2016












domenica 20 marzo 2016



I verbi pronominali sono i verbi che si coniugano con le particelle pronominali, prive di qualunque funzione e significato, e senza significato riflessivo (per esempio, affliggersi, pentirsi, meravigliarsi, fermarsi, ecc.).

I verbi pronominali idiomatici si coniugano con uno o due pronomi o particelle pronominali che fanno assumere al verbo un significato diverso da quello originale.

I più comuni sono: avercela, aspettarsela, cavarsela, farcela, bersela, mettercela tutta, fregarsene, vedersela brutta, sentirsela, svignarsela, dormirsela, spuntarla...

Scopriamoli insieme in questo album della pagina Impariamo l'italiano.



domenica 7 febbraio 2016




Il condizionale semplice (o condizionale presente) esprime:

  1. Fatti che hanno la possibilità di realizzarsi nel presente o nel futuro, ma non la sicurezza, in quanto sono condizionati da altri fatti o circostanze.

    Scriverei a mia madre...
    ... ma c'è lo sciopero.
    ... ma non ho tempo.
    ... se avessi tempo.
    ... se non ci fosse lo sciopero della posta.


  2. Una richiesta o un desiderio formulati con cortesia o modestia: *

    Vorrei vedere un paio di guanti.
    Dovresti studiare di più.
    Avrei  fame... Vorrei mangiare.
    Direi di no!
    Non saprei come rispondere.
    Direi che è sgarbato a comportarsi così.
    Potrebbe fissarmi un appuntamento.


     
  3. Notizie o fatti non confermati: questo uso è tipico dello stile giornalistico, quando si riportano voci non sicure:

    Secondo voci non confermate gli sposi, dopo la cerimonia avrebbero l'intenzione di andare in un'isola del Mediterraneo, dove si fermerebbero per alcuni giorni in una villa di amici di famiglia e poi proseguirebbero per una crociera lungo le coste greche.
* Tutte queste forme verbali al condizionale semplice possono essere sostituite da forme al presente indicativo: le espressioni risulterebbero più dirette, più forti o franche.

Voglio vedere un paio di guanti.
Ho fame... Voglio mangiare.
Dico di no!

Non so come rispondere.




Il condizionale composto si riferisce a un tempo passato ed ha gli stessi valori del condizionale semplice.


Il condizionale composto (o passato) esprime:

  1. Fatti che non hanno avuto la possibilità di realizzarsi, in quanto sono stati ostacolati da altri fatti o circostanze.

    Avrei scritto a mia madre...
    ... ma c'è lo sciopero.
    ... ma non ho tempo.
    ... se avessi tempo.
    ... se non ci fosse lo sciopero della posta. 

  2. Un desiderio non realizzato:

    Avevo fame... Avrei voluto mangiare.
    Mi sarebbe piaciuto andare al concerto con Renato, ma avevo già un altro impegno.
    Avresti partecipato volentieri a quel concorso?
    Avresti dovuto studiare di più.


  3. Notizie o fatti non confermati: questo è un uso tipico dello stile giornalistico, quando si riportano voci non sicure.

    Secondo voci non confermate, gli sposi, dopo la cerimonia, sarebbero andati in un'isola del Mediterraneo, dove si sarebbero fermati per alcuni giorni un una villa di amici di famiglia e poi avrebbero proseguito per una crociera lungo le coste greche.


sabato 16 gennaio 2016




I verbi che possono appartenere a due coniugazioni diverse si chiamano sovrabbondanti.
Si dividono in due gruppi.

Verbi con lo stesso significato

adempiere/adempire
compiere/compire
annerare/annerire
intorbidire/intorbidare
colorare/colorire

Verbi di significato diverso

arrossare (rendere rosso) - arrossire (diventare rosso)
atterrare (gettare a terra) - atterrire (spaventare)
sfiorare (toccare appena) - sfiorire (appassire)



domenica 8 novembre 2015



Il verbo ANDARE indica il movimento verso un luogo in cui non è presente il nostro interlocutore, cioè la persona con cui parliamo.

Ad esempio:  “Sai Anna, oggi vado al cinema" oppure “Martedì ho intenzione di andare al mare”, “Stasera andiamo al teatro”, “La scorsa estate Anna e Laura sono andate in Scozia”, “Domani io e Paolo andremo in discoteca”.


Il verbo VENIRE esprime il movimento verso il luogo in cui è presente il nostro interlocutore. indica cioè il recarsi in un luogo in cui si trova il nostro interlocutore.

Ad esempio: “Vengo a prenderti a casa alle 10”, “Vengo a casa tua domani sera”, “Vieni in discoteca sabato?”, “Piero viene alla festa domani?” (è chiaro che alla festa ci sia anche io), “La scorsa estate Giorgio e Paola sono venuti in Germania” (è chiaro che in Germania ci fosse anche chi parla), “Sabato verrò con te a cena a casa di Laura."

mercoledì 7 gennaio 2015


La d eufonica è una risorsa fonetica per evitare, nella lingua parlata e scritta, l'incontro di due suoni identici e consecutivi:

ed ecco;
ad andare;
od obbligare.


Quando si usa la d eufonica?

Con la preposizione a > ad + parola iniziante per a
Con la congiunzione e > ed + parola iniziante per e
Con la congiunzione o > od + parola iniziante per o


Fino a una cinquantina di anni fa, l'assenza della d eufonica veniva considerato un errore molto grave. Oggi, però, limitiamo l'uso della de eufonica ai casi di incontro della stessa vocale.

Così, diciamo:

a osservare, non ad osservare;
e anche,
non ed anche;
ad aspettare,
non a aspettare;
ed entrò,
non e entrò.

Un'eccezione, imposta dall'uso è:

ad esempio, non a esempio.

giovedì 2 ottobre 2014




Se la frase principale ha un tempo presente:

Frase principale -> verbum dicendi
Secondaria -> indicativo
Frase principale -> verbo di soggettività
Secondaria -> congiuntivo
CONTEMPORANEITÀ

Michele racconta che lui e sua sorella hanno molti amici al paese.

(presente)

Michele è convinto che lui e sua sorella abbiano molti amici in paese.

(presente)
ANTERIORITÀ

Michele racconta che lui e sua sorella il giorno prima hanno fatto/fecero una gara.

(passato prossimo/passato remoto)

Michele pensa che lui e sua sorella il giorno prima abbiano fatto una brutta gara.

(passato)
POSTERIORITÀ

Michele racconta che, fra qualche tempo tutta la loro famiglia si trasferirà al Nord.

(futuro)

Michele spera che tutta la sua famiglia nei prossimi anni si trasferirà al Nord.

(futuro)


Se la frase principale ha un tempo passato:

Frase principale -> verbum dicendi
Secondaria -> indicativo
Frase principale -> verbo di soggettività
Secondaria -> congiuntivo
CONTEMPORANEITÀ

Michele ha raccontato che Barbara arrivava sempre per ultima e per questo doveva pagare la penitenza.

(Imperfetto)

Tutti pensavano che Barbara arrivasse sempre per ultima e che dovesse pagare sempre la penitenza.

(imperfetto)
ANTERIORITÀ

Michele ha detto che il giorno prima lui era arrivato per ultimo.

(trapassato prossimo)

Maria era convinta che suo fratello il giorno prima fosse arrivato per ultimo.

(trapassato)
POSTERIORITÀ

Michele e Maria hanno raccontato che nei prossimi anni si sarebbero trasferiti al Nord.

(condizionale composto

Michele e Maria speravano che la loro famiglia entro tre anni si sarebbe trasferita al Nord.

(Condizionale composto
Impariamo italiano!